Centro Studi Naturopatici

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sabato 13 novembre 2010

Reflusso Gastroesofageo e stile di vita


La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è una condizione clinica caratterizzata da reflusso di contenuto gastroduodenale nell’esofago con comparsa di sintomi in grado di interferire con la qualità della vita. I meccanismi fisiopatologici alla base alla base della MRGE sono molteplici ed
includono riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore (LES), transitori rilassamenti del LES, , alterato svuotamento gastrico e ridotta salivazione. I sintomi considerati tipici sono rappresentati dalla pirosi retrosternale (definita dal paziente come sensazione di bruciore che esordisce in corrispondenza dello stomaco o dalla porzione inferiore del torace e che risale verso il collo) e dal rigurgito (percezione di liquido con sapore amaro e acido all’interno della cavità orale),
sintomi la cui specificità per MRGE è pari all’89 e 95%, rispettivamente. Sintomi frequenti ma meno specifici sono l’odinofagia, la disfagia, le eruttazioni, l’ipersalivazione, il dolore epigastrico, il gonfiore, la difficoltà digestiva. Alcuni di questi sintomi caratterizzano la diagnosi di dispepsia funzionale. Fumo, abitudini dietetico-comportamentali (pasti abbondanti, cibi ricchi di grassi,
caffeina), farmaci, gravidanza e obesità possono esacerbare la MRGE. L’ernia iatale si accompagna frequentemente a MRGE e può contribuire alla prolungata esposizione al contenuto gastroduodenale, anche se circa la metà dei pazienti con MRGE non presenta ernia iatale. L’esposizione esofagea al contenuto gastroduodenale può causare danno della mucosa (esofagite) e talora complicanze quali ulcere (circa 5%), sanguinamento (2%) e stenosi (1.2-20%). L’esofago di Barrett (sostituzione del normale epitelio con cellule colonnari metaplastiche) è descritto nel 10% dei pazienti con prolungata esposizione al contenuto gastroduodenale, e può predisporre all’adenocarcinoma. Pazienti con reflusso gastroesofageo possono presentare manifestazioni definite “atipiche” o “extraesofagee” quali dolore toracico non cardiaco, asma bronchiale, tosse cronica, raucedine, globo faringeo, faringodinia, faringite, laringite, perdita di smalto dentario. La terapia, utilizzata in medicina tradizionale, fa abbondante utilizzo di farmaci anti H2 (ranitidina e derivati) o farmaci che bloccano la pompa protonica responsabile della produzione di acido cloridrico nel lume gastrico (omeprazolo e derivati). Questi farmaci, se da un lato contribuiscono alla riduzione dell'acidità gastrica e quindi al contenimento dei sintomi a carico della mucosa gastroesofagea, dall'altro possono provocare acidosi tessutale per la mancata produzione di bicarbonati e alterazioni importanti della fase digestiva con un peggioramento graduale della condizione clinica e la necessità al ricorso di dosi più elevate di farmaci. La naturopatia non cura la MRGE ma, piuttosto, si prende cura della persona affetta da MRGE ponendo l'accento sulle cause ultime del malessere e intervenendo su queste, indagando approfonditamente lo stile di vita e il terreno della persona e individualizzando il trattamento, che si baserà sull'utilizzo di rimedi capaci di agire sugli aspetti fisici, psichici ed emotivi che caratterizzano la MRGE di quella particolare persona. In tal senso è importante valutare se la MRGE debba essere interpretata come un segno di evoluzione diatesico-costituzionale oppure no e quindi attuare il conseguente specifico trattamento naturopatico di fondo. In linea generale, la naturopatia, in circostanze come queste, valuta innanzitutto la risposta infiammatoria del soggetto, l'eventuale distonia del sistema neurovegetativo e lo stile di vita della persona. In questo articolo ci soffermeremo in particolare sull'igiene alimentare e sullo stile di vita da consigliare alle persone affette da MRGE. E' infatti fondamentale un radicale mutamento dello stile di vita per poter ottenere risultati duraturi nel tempo, soprattutto se la MRGE si accompagna ad una ernia iatale. Per quanto riguarda l'alimentazione vi sono alcuni alimenti che, per la loro composizione, sono in grado di esacerbare i sintomi della MRGE. Tra questi ricordiamo :

Carne e pesce ad alto contenuto di grasso - in particolare gli insaccati e affumicati – formaggi, in particolare quelli fermentati , che, per il loro alto contenuto di grassi rallentano la fase digestiva e quindi favoriscono il reflusso gastroesofageo
Bevande alcoliche (soprattutto i superalcolici) Tè, caffè e bibite gassate che possono essere direttamente lesive della mucosa gastrica e , nel contempo, favoriscono la produzione di acido cloridrico.
Alimenti freddi in particolare se a stomaco vuoto come bevande ghiacciate, granite e gelati che possono provocare una reattività eccessiva della mucosa infiammata che si traduce in senso di nausea e vomito
Alimenti poco cotti
Frutta acidula come agrumi - limoni, mandarini, arance, cedro - melograno, ribes e ananas.
Vino bianco e aceto
Verdura come pomodori e succo di pomodoro, peperoni
Fritti e soffritti dovrebbero essere evitati
Dolci industriali in generale e a base di creme in particolare

La dieta più corretta potrebbe essere una dieta prevalentemente vegetariana e, quindi, alcalinizzante che contenga per il 75 % della sua composizione frutta e verdura sia cotta che cruda e per il 25% alimenti proteici selezionati per essere il meno acidificanti possibile. Alcuni suggerimenti possono essere i seguenti:
Succhi di frutta freschi e senza aggiunta di zuccheri, fatta ovviamente eccezione di quelli che contengono ingredienti acidi come gli agrumi
Verdure cotte quali carciofi, cavolo, patate, passati di verdura e minestre a base di verdura
Frutta di stagione cruda, meglio senza buccia, e cotta. Prediligere le banane
Consumare se pur in maniera moderata il latte preferendo però quello parzialmente scremato che grazie al suo contenuto alcalino ha come effetto positivo quello di contrastare e tamponare l'acidità tipica del reflusso.
Yogurt, anche per questo alimento ricordarsi di preferire sempre quelli a basso contenuto di grassi
Alimenti proteici a basso contenuto di lipidi come carni bianche, pesce magro, formaggi magri e non fermentati
Importante poi porre attenzione agli abbinamenti dei cibi in particolare evitare prodotti che contengono proteine con diversa provenienza come nel caso di uova e legumi oppure di carne e formaggi
Preferire sempre cotture leggere, scegliere quindi una cottura alla griglia purchè si presti molta attenzione a non bruciare parti dell'alimento, ottima la bollitura e le cotture saltate purché effettuate con poco olio e di qualità extravergine di oliva
Per la prima colazione vanno bene pane integrale fatto preferibilmente in casa, biscotti secchi (Enerzona) , marmellate senza aggiunta di zucchero (ditta Rigoni di Asiago) e miele.
Si possono inoltre fare alcune considerazioni finali di carattere generale
Quando si escludono abbinamenti come carne e formaggio ovviamente non ci si sta riferendo ad una spolverata di parmigiano od altra tipologia di formaggio.
E' importante effettuare molti piccoli pasti nell'arco della giornata evitando di abbuffarsi in quelli che da molti sono considerati i due pasti principali: il pranzo e la cena.
Altro consiglio molto importante è quello di consumare i propri pasti lentamente così da aiutare l'attività gastrica.
Attenzione alla forma fisica: il sovrappeso non aiuta anzi può peggiorare i sintomi.
Dopo un pranzo abbondante può essere buona abitudine quello di concedersi una breve passeggiata.
Per quel che riguarda invece la componente neurovegetativa, va detto che il reflusso si rinviene spesso in persone ansiose o comunque emotive. La secrezione acida nello stomaco dipende infatti dall’ipotalamo, molto sensibile agli effetti dello stress: nei soggetti stressati si è visto che lo stomaco, invece che i fisiologici 1-2 ml di acido cloridrico, ne produce fino a 50. Diventa essenziale quindi provvedere anche al riequilibrio della sfera psicoemotiva attraverso l'utilizzo di opportuni integratori, da valutare caso per caso, in grado di agire sui sintomi neurovegetativi evidenziati dall'anamnesi naturopatica e da una eventuale indagine iridologica. Tuttavia, anche i rimedi naturali adottati possono sì rappresentare un importante supporto, ma, come i farmaci, non devono diventare una facile soluzione che ci fa dimenticare di intervenire sulle cause. Durante la fase di assestamento dell'alimentazione devono essere considerati un supporto transitorio mentre è assolutamente indispensabile incominciare a cambiare stile di vita, imparando a mantenere quanto più possibile sotto controllo i propri livelli di stress e acquisendo buone abitudini, quali la pratica consuetudinaria di un'attività fisica e di tecniche in grado di riequilibrare la globalità del sistema corpo mente spirito, come esercizi di rilassamento, la meditazione, il tai qi chuan, il qi gong o lo yoga.

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