Centro Studi Naturopatici

Grazie alla collaborazione con la Farmacia dr. Dall'Ara Paolo di San Quirico (Vicenza) le mie consulenze sia nautopatiche che floriterapiche secondo il metodo del Dr. Edward Bach sono gratuite previo appuntamento da richiedere direttamente in Farmacia o al numero 0445 473611


Cerca nel blog

venerdì 5 febbraio 2010

Iridologia e Analisi Settoriale




IRIDOLOGIA IN NATUROPATIA studio di alcuni segni particolarmente significativi

il naturopata, attraverso l'ridologia fa un'indagine diatesica, costituzionale e pone in relazione ciò che vede sull'iride con tutto quello che riesce a ricavare da una indagine complessiva del paziente a partire da come mangia, da come si muove, da come si veste, perfino da come chiede l'appuntamento. L'iridologia ha origini antiche ma l'iridologia moderna nasce nel 1800 ad opera di un medico ungherese omeopata di nome Ignatz Von Peczley. Da allora sono state proposte molte mappe iridee che pressochè sono concordanti tra loro e sono stati identificati circa 600 segni di cui 300 accettati da tutti. L'iridologia in naturopatia non è un sistema diagnostico ma un metodo per valutare la costituzione di un individuo e i sovraccarichi metabolici di cui soffre o ha sofferto. Il referto iridologico infatti mette in evidenza una situazione senza limiti temporali. Ha come obiettivo la valutazione di eventuali squilibri psico - fisici dell'organismo. Sarà cosi' possibile risalire alla costituzione genotipica e valutare l'impatto delle variabili esogene. Avremo cosi' informazioni riguardo:

1) l'equilibrio psico neuro endocrino (potenziale energetico individuale)
2) l'entità del sovraccarico tossinico
3) la capacità di eliminazione dei residui metabolici

In questo contesto il naturopata utilizza l'iridologia per valutare il terreno, le predisposizioni, le capacità reattive e interviene nella prevenzione dei disturbi lesionali.

L'IRIDE rappresenta il settore anteriore dell'uvea visibile attraverso la cornea e inizia a formarsi tra la 14 a e la 15a settimana di gestazione. Ha una forma circolare con al centro un foro, la pupilla, del diametro di 3 - 4 millimetri.
L'iride si presenta anteriormente leggermente convessa; a circa un terzo del suo diametro appare una sottile formazione circolare, chiamata collaretto o corona che suddivide la superficie in due aree concentriche: la zona pupillare all'interno e la zona radiale o ciliare all'esterno. La faccia posteriore poggia sul cristallino. Istologicamente l'iride è costituita da una massa di tessuto connettivo fibro - elastico riccamente vascolarizzato e provvisto di numerose cellule pigmentate. La zona anteriore dell'iride contiene un pigmento simile alla melanina che, a seconda della quantità, conferisce all'iride un colore piu' o meno bruno. La zona posteriore ectodermica è assai piu' ricca di pigmenti. Pertanto il colore dell'occhio è dovuto alla riflessione della luce dalla faccia posteriore attraverso lo spessore dell'iride. Maggiore è la quantità di pigmento, piu' scuro risulterà l'iride. Se i pigmenti sono scarsi la tonalità sarà blu.Le iridi blu fibrillari ,argomento di questo articolo, risultano piu' facili da analizzare rispetto ad iridi marroni enatogene perchè i segni iridei sono più evidenti. Il presente lavoro di ricerca effettuato presso il Centro Studi Naturopatici prende in considerazione due iridi fibrillari che presentano segni che ritengo interessanti nell'ambito della ricerca iridologica di base. Sono infatti segni che con molta precisione rispecchiano alcune situazioni che si sono poi verificate attraverso l'anamnesi naturopatica effettuata successivamente. Bisogna innanzitutto ricordare che l'iridologia non è un metodo di analisi immune da difficoltà di interpretazione; a volte, nella pratica clinica, l'esame non rivela nessun segno correlato con la patologia in atto. Da qui la necessità di considerare la tecnica iridologica come metodo di valutazione del "terreno" e non come sistema medico - diagnostico. La non avvenuta trasmissione del massaggio sull'iride si definisce "mutismo irideo". Si riscontra soprattutto in soggetti che abusano di farmaci. A tutt'oggi non si hanno spiegazioni convincenti per questo fenomeno. In questi due casi invece risultano evidenti relazioni tra i segni iridei rilevati e la patologia presente nel soggetto considerato.


Il biotipo irideo preso in considerazione in questo articolo è il BIOTIPO FIBRILLARE
Nel Biotipo fibrillare l'iride si presenta di colore blu con tonalità varianti tra il verde e il grigio. Tale aspetto è dovuto alla scarsa presenza o addirittura all'assenza di pigmenti nello strato posteriore dell'iride. L'espressione fibrillare significa che le fibre sono ben visibili, al contrario di ciò che avviene nell'iride Ematogena. Il biotipo fibrillare si suddivide in sei sottobiotipi o sotto-costituzioni che si possono riscontrare anche in altri biotipi:

a) biotipo linfatico puro
Le fibre si presentano in modo netto, ben allineate e la trama è fitta; non appaiono sovracolorazioni . La linfatica pura col tempo diventa Idrogenoide.

b) biotipo idrogenoide
Le fibre appaiono piu' allentate rispetto al biotipo linfatico e questo è un tipico segno di demineralizzazione. Sulla trama sono presenti formazioni a fiocchi di colore biancastro. Appare in periferia il rosario linfatico (tofi bianchi). L'idrogenoide peggiora e va verso il biotipo ac. urico.

c) biotipo acido urico
Si riconosce per la presenza di formazioni simili a placche, di colore biancastro o giallo, adagiate sulla trama iridea (fig 10 foto 4 Rudy Lanza). Segno distintivo è che non si distingue piu' il rosario linfatico per la formazione di placche bianche. Il biotipo ac. urico deve essere considerato l'aggravamento del biotipo idrogenoide.

d) biotipo debolezza del tessuto connettivo
La trama si presenta completamente diversa da quella dei biotipi precedenti. In questo caso l'iride è destrutturata, occupata da ogive piu' o meno profonde che appaiono, ad elevato ingrandimento, come vere e proprie cavità. (figura 11 foto 7 Rudy Lanza). L'insieme dei segni indica fragilità debolezza dei tessuti con possibile ptosi e cedimenti degli stessi. E' bene ricordare che la debolezza del tessuto connettivo e il relativo biotipo si possono evidenziare anche in altre costituzioni come ad esempio nel biotipo ematogeno.

e) biotipo neurogeno
Le fibre iridee appaiono sottili ed estremamente compatte. Il collaretto, di solito, è ben evidente, l'orlo pupillare interno è di colore rossastro (figura 12 foto 10 Rudy Lanza). La trama è di tipo 1 ed è un soggetto che somatizza molto lo stress.

f) biotipo ghiandolare
L'osservatore disattento rischia di confondere questa sotto-costituzione iridea con il biotipo debolezza del tessuto connettivo. Ma qui le lacune (ogive) sono piu' piccole e addossate al collaretto in corrispondenza delle ghiandole nell'analisi settoriale : possono essere 4-5 o anche piu' numerose.

La prima iride presa in considerazione è un'iride fibrillare biotipo acido urico di un maschio di 43 anni. Si presenta ben strutturata con trama 2 e non presenta segni particolarmente interessanti sul piano radiale tranne a ore 5 nell'iride sinistra dove insiste una ogiva di grosse dimensioni nel settore che ,nella mappa utilizzata dal Centro Studi, è riferita ai testicoli e all'ovaio. Dalla anamnesi naturopatica successiva si è potuto riscontrare che la persona presenta un varicocele e ha perso un testicolo per una orchite non diagnosticata in età puberale. Questo referto iridologico particolarmente significativo mette in relazione certa l'area a ore 5 dell'iride sinistra come area di riflesso dei testicoli e delle ovaie. D'altro canto molte delle mappe prese in considerazione concordano nell'assegnare l'area ad ore 5 dell'iride sinistra come proiezione di questi apparati.

La seconda iride presa in considerazione appartiene ad una donna di circa 40 anni affetta da artrite reumatoide e sofferente di coliti ricorrenti da molti anni. Il segno preso in considerazione è singolare o quantomeno poco frequente dato che nell'iride destra nell'area ad ore 11 nel settore pupillare sono presenti piccole macchie puntiformi di colore rosso acceso. Tale area è considerata area riflessa del colon ascendente. La colorazione rosso vivo Indica emorragie nella zona riflessa dell'organo di riferimento ma l'ipotesi che si sta cercando di confermare attraverso indagini mediche è che sia presente una patologia autoimmune del colon concomitante con l'artrite reumatoide. Anche in questo caso l'esame iridologico risulta predittivo o almeno confermativo di uno stato patologico esistente .

Nessun commento:

Posta un commento