Centro Studi Naturopatici

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sabato 27 marzo 2010

Psoriasi e iridologia

Proseguendo con i miei interventi nel campo della iridologia vorrei riportare un nuovo studio effettuato su di un maschio di 42 anni che si presenta al primo intervento in deciso sovrappeso e con una psoriasi che ricopre gran parte del corpo. Sono già state tentate varie strade per risolvere il suo problema ma con scarsissimi risultati. Alla prima consulenza si presenta con la pelle completamente destrutturata ed è costretto a cambiarsi più volte durante la giornata perchè l'esudato è molto abbondante. Durante l'anamnesi naturopatica e l'analisi iridologica viene valuatata l'area intestinale e si riscontrano segni relativi alla presenza di diverticoli (confermati dallo stesso paziente) e una situazione di disbiosi intestinale che spesso si accompagna alle affezioni della pelle. Si procede ad una fase di rieducazione alimentare con conseguente calo ponderale, alla rieducazione all'idratazione e ad un primo intervento di drenaggio e cura del sintomo principale. Dopo un mese la pelle pur presentandosi rossa è integra l'esudato è quasi scomparso e il paziente ha perso circa 6 Kg. La fase sucessiva si concentra sull'integrazione specifica con un immunomodulante contenente anche fumarati e l'assunzione di Cedrus Libani MG associato a Secale Cereale MG per almeno un altro mese. Si mantiene il regime dietetico proposto dato i notevoli risultati ottenuti senza presenza di fame e con un aumento di vigore fisico. Rimando al prossimo post per seguire l'evolvere di questo caso e per la pubblicazione delle foto

martedì 9 febbraio 2010



Breve guida all'uso dei rimedi omeopatici

L’omeopatia è un metodo terapeutico naturale basato sull’applicazione della legge di similitudine.

“Ogni sostanza capace a dosi ponderali di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può, a dosi deboli, guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato”

Un semplice esempio può essere di aiuto per la comprensione delle basi dell’omeopatia. Come la puntura d’ape provoca in un soggetto sano la brusca comparsa di bruciore e dolore trafittivi con edema rosato migliorato dalle applicazioni fredde. Lo stesso veleno dell’apis mellifica, a dosi omeopatiche, può curare ogni tipo di eruzione cutanea caratterizzata da edema rosato, bruciante che migliora con applicazioni fredde. È il caso dell’orticaria e dell’eritema solare. Allo stesso modo se si taglia una cipolla, gli occhi cominciano a lacrimare e compaiono abbondanti secrezioni acquose nasali. La stessa cipolla (alium cepa) in dosi deboli, sarà il rimedio omeopatico per le riniti che si presentano con queste caratteristiche. La legge di similitudine è stata intuita già da Ipocrite nel III° secolo a. C. (“i simili sono curati dai simili” ma è il medico tedesco Samuel Hahnemann (1755-1843) a introdurre il termine “omeopatia”, dal greco omoios che significa simile, somigliante e pathos, sofferenza, malattia. L’omeopatia si caratterizza per un approccio globale al malato. Se la legge di similitudine è l’asse portante attorno a cui ruota l’omeopatia, la sua applicazione richiede di cogliere l’individualità della persona malata attraverso il dialogo tra il soggetto e il terapeuta. Omeopatia significa ,soprattutto, capacità di distinguere le caratteristiche reattive proprie di ogni singolo malato e quindi curare il malato più che la sua malattia. Anche in questo caso un esempio può venirci in aiuto per capire meglio. Di fronte ad una sindrome influenzale con febbre la scelta del rimedio dipenderà da come questo sintomo, la febbre, si è manifestata in quel determinato paziente. Se la febbre si è manifestata con un esordio improvviso subito elevata con congestione del viso ma senza sudorazione e intensa agitazione, dovremo usare Acconitum; se invece l’esordio è improvviso la febbre elevata ma il paziente suda abbondantemente, presenta congestione del capo ed è irritato e prostrato, dovremmo usare Belladonna. D’altro canto se la febbre si manifesta in maniera progressiva, non è molto elevata in soggetti predisposti a patologie bronchiali e a otiti, il rimedio d’elezione sarà Ferrum Phosphoricum . Malgrado la sua difficile applicazione che richiede la consulenza di un terapeuta esperto, l’omeopatia è una scienza medica naturale che presenta numerosi vantaggi:

a)i medicinali omeopatici sono preparati a partire da materie prime naturali del mondo vegetale, animale e minerale
b)l’uso di medicinali in piccole dosi assicura l’assenza di tossicità e di effetti collaterali
c)l’omeopatia curando il paziente e non la sua malattia stimola la sua risposta specifica per il ripristino dello stato di benessere
d)l’omeopatia consente di trattare il malato e la sua malattia in maniera dolce, rapida ed efficace
e)l’omeopatia propone un trattamento personalizzato
f)l’assenza di tossicità rende l’omeopatia ideale per il trattamento di affezioni in età pediatrica, nella terza età e in gravidanza
g)l’omeopatia è perfettamente compatibile e complementare nei confronti degli altri metodi terapeutici.

La via di somministrazione per eccellenza dei medicinali omeopatici è la via sublinguale dato che la superficie mucosa della lingua ha una notevole capacità di assorbimento di medicamenti. In caso di impossibilità, come nel lattante, si può somministrare il medicinale omeopatico diluito in acqua.

CHE COSA SONO LE DILUIZIONI OMEOPATICHE

Le diluizioni deboli o infinitesimali impiegate in omeopatia sono la conseguenza logica del principio di similitudine. Dal momento che vengono utilizzate spesso sostanze tossiche, è necessario somministrare la dose capace di stimolare la reazione del paziente, senza creare alcun effetto collaterale. Hahnemann scoprì che: “ la diluizione sempre più spinta del prodotto omeopatico non ne diminuisce l’attività, al contrario ne elimina la tossicità e spesso se ne evidenziano nuove proprietà , soprattutto a livello psichico.”


COME SI PRESENTANO I RIMEDI OMEOPATICI

Le preparazioni farmaceutiche più utilizzate sono:

1)i granuli
sono piccole sfere di saccarosio e lattosio, con una massa di 50 mg e sono prescritti a tutte le diluizioni, da assumere da 3 a 5 per volta. È la forma farmaceutica più utilizzata

2)i globuli
sono sferule di saccarosio e lattosio 10 volte più piccole dei granuli, con una massa di circa 5 mg. Un tubo dose può contenere fino a 200 globuli, pari al peso di circa n grammo. Il tubo dose va assunto in una unica somministrazione e lasciato sciogliere lentamente in bocca.

3)le gocce
vengono preparate in veicolo alcolico a 30°, in flaconi da 15, 30 ml. Sono riservate alle basse diluizioni e vengono assunte in forma pura o in un po’ d’acqua, generalmente 2-4 volte al dì e alla dose media di 15 – 20 gocce per volta.

COME SI PRESENTANO I RIMEDI OMEOPATICI

Il successo terapeutico di un trattamento omeopatico richiede anche il rispetto di alcune semplici regole qui di seguito riportate:

sciogliere in bocca, sotto la lingua, granuli e globuli omeopatici lontano dai pasti
evitare il contatto dei granuli e dei globuli con le dita
evitare di assumere menta, canfora e altre sostanze aromatiche
rispettare la posologia consigliata che varia a seconda che l’affezione sia acuta o sia cronica
richiedere direttamente al terapeuta o al farmacista eventuali informazioni sul medicinale omeopatico
conservare il tubetto di granuli fino alla scadenza indicata in un luogo pulito e secco
limitare l’uso di alcolici, tabacco e stimolanti in corso di trattamento
non allarmarsi per l’ingestine accidentale di una dose superiore a quella consigliata

venerdì 5 febbraio 2010

Iridologia e Analisi Settoriale




IRIDOLOGIA IN NATUROPATIA studio di alcuni segni particolarmente significativi

il naturopata, attraverso l'ridologia fa un'indagine diatesica, costituzionale e pone in relazione ciò che vede sull'iride con tutto quello che riesce a ricavare da una indagine complessiva del paziente a partire da come mangia, da come si muove, da come si veste, perfino da come chiede l'appuntamento. L'iridologia ha origini antiche ma l'iridologia moderna nasce nel 1800 ad opera di un medico ungherese omeopata di nome Ignatz Von Peczley. Da allora sono state proposte molte mappe iridee che pressochè sono concordanti tra loro e sono stati identificati circa 600 segni di cui 300 accettati da tutti. L'iridologia in naturopatia non è un sistema diagnostico ma un metodo per valutare la costituzione di un individuo e i sovraccarichi metabolici di cui soffre o ha sofferto. Il referto iridologico infatti mette in evidenza una situazione senza limiti temporali. Ha come obiettivo la valutazione di eventuali squilibri psico - fisici dell'organismo. Sarà cosi' possibile risalire alla costituzione genotipica e valutare l'impatto delle variabili esogene. Avremo cosi' informazioni riguardo:

1) l'equilibrio psico neuro endocrino (potenziale energetico individuale)
2) l'entità del sovraccarico tossinico
3) la capacità di eliminazione dei residui metabolici

In questo contesto il naturopata utilizza l'iridologia per valutare il terreno, le predisposizioni, le capacità reattive e interviene nella prevenzione dei disturbi lesionali.

L'IRIDE rappresenta il settore anteriore dell'uvea visibile attraverso la cornea e inizia a formarsi tra la 14 a e la 15a settimana di gestazione. Ha una forma circolare con al centro un foro, la pupilla, del diametro di 3 - 4 millimetri.
L'iride si presenta anteriormente leggermente convessa; a circa un terzo del suo diametro appare una sottile formazione circolare, chiamata collaretto o corona che suddivide la superficie in due aree concentriche: la zona pupillare all'interno e la zona radiale o ciliare all'esterno. La faccia posteriore poggia sul cristallino. Istologicamente l'iride è costituita da una massa di tessuto connettivo fibro - elastico riccamente vascolarizzato e provvisto di numerose cellule pigmentate. La zona anteriore dell'iride contiene un pigmento simile alla melanina che, a seconda della quantità, conferisce all'iride un colore piu' o meno bruno. La zona posteriore ectodermica è assai piu' ricca di pigmenti. Pertanto il colore dell'occhio è dovuto alla riflessione della luce dalla faccia posteriore attraverso lo spessore dell'iride. Maggiore è la quantità di pigmento, piu' scuro risulterà l'iride. Se i pigmenti sono scarsi la tonalità sarà blu.Le iridi blu fibrillari ,argomento di questo articolo, risultano piu' facili da analizzare rispetto ad iridi marroni enatogene perchè i segni iridei sono più evidenti. Il presente lavoro di ricerca effettuato presso il Centro Studi Naturopatici prende in considerazione due iridi fibrillari che presentano segni che ritengo interessanti nell'ambito della ricerca iridologica di base. Sono infatti segni che con molta precisione rispecchiano alcune situazioni che si sono poi verificate attraverso l'anamnesi naturopatica effettuata successivamente. Bisogna innanzitutto ricordare che l'iridologia non è un metodo di analisi immune da difficoltà di interpretazione; a volte, nella pratica clinica, l'esame non rivela nessun segno correlato con la patologia in atto. Da qui la necessità di considerare la tecnica iridologica come metodo di valutazione del "terreno" e non come sistema medico - diagnostico. La non avvenuta trasmissione del massaggio sull'iride si definisce "mutismo irideo". Si riscontra soprattutto in soggetti che abusano di farmaci. A tutt'oggi non si hanno spiegazioni convincenti per questo fenomeno. In questi due casi invece risultano evidenti relazioni tra i segni iridei rilevati e la patologia presente nel soggetto considerato.


Il biotipo irideo preso in considerazione in questo articolo è il BIOTIPO FIBRILLARE
Nel Biotipo fibrillare l'iride si presenta di colore blu con tonalità varianti tra il verde e il grigio. Tale aspetto è dovuto alla scarsa presenza o addirittura all'assenza di pigmenti nello strato posteriore dell'iride. L'espressione fibrillare significa che le fibre sono ben visibili, al contrario di ciò che avviene nell'iride Ematogena. Il biotipo fibrillare si suddivide in sei sottobiotipi o sotto-costituzioni che si possono riscontrare anche in altri biotipi:

a) biotipo linfatico puro
Le fibre si presentano in modo netto, ben allineate e la trama è fitta; non appaiono sovracolorazioni . La linfatica pura col tempo diventa Idrogenoide.

b) biotipo idrogenoide
Le fibre appaiono piu' allentate rispetto al biotipo linfatico e questo è un tipico segno di demineralizzazione. Sulla trama sono presenti formazioni a fiocchi di colore biancastro. Appare in periferia il rosario linfatico (tofi bianchi). L'idrogenoide peggiora e va verso il biotipo ac. urico.

c) biotipo acido urico
Si riconosce per la presenza di formazioni simili a placche, di colore biancastro o giallo, adagiate sulla trama iridea (fig 10 foto 4 Rudy Lanza). Segno distintivo è che non si distingue piu' il rosario linfatico per la formazione di placche bianche. Il biotipo ac. urico deve essere considerato l'aggravamento del biotipo idrogenoide.

d) biotipo debolezza del tessuto connettivo
La trama si presenta completamente diversa da quella dei biotipi precedenti. In questo caso l'iride è destrutturata, occupata da ogive piu' o meno profonde che appaiono, ad elevato ingrandimento, come vere e proprie cavità. (figura 11 foto 7 Rudy Lanza). L'insieme dei segni indica fragilità debolezza dei tessuti con possibile ptosi e cedimenti degli stessi. E' bene ricordare che la debolezza del tessuto connettivo e il relativo biotipo si possono evidenziare anche in altre costituzioni come ad esempio nel biotipo ematogeno.

e) biotipo neurogeno
Le fibre iridee appaiono sottili ed estremamente compatte. Il collaretto, di solito, è ben evidente, l'orlo pupillare interno è di colore rossastro (figura 12 foto 10 Rudy Lanza). La trama è di tipo 1 ed è un soggetto che somatizza molto lo stress.

f) biotipo ghiandolare
L'osservatore disattento rischia di confondere questa sotto-costituzione iridea con il biotipo debolezza del tessuto connettivo. Ma qui le lacune (ogive) sono piu' piccole e addossate al collaretto in corrispondenza delle ghiandole nell'analisi settoriale : possono essere 4-5 o anche piu' numerose.

La prima iride presa in considerazione è un'iride fibrillare biotipo acido urico di un maschio di 43 anni. Si presenta ben strutturata con trama 2 e non presenta segni particolarmente interessanti sul piano radiale tranne a ore 5 nell'iride sinistra dove insiste una ogiva di grosse dimensioni nel settore che ,nella mappa utilizzata dal Centro Studi, è riferita ai testicoli e all'ovaio. Dalla anamnesi naturopatica successiva si è potuto riscontrare che la persona presenta un varicocele e ha perso un testicolo per una orchite non diagnosticata in età puberale. Questo referto iridologico particolarmente significativo mette in relazione certa l'area a ore 5 dell'iride sinistra come area di riflesso dei testicoli e delle ovaie. D'altro canto molte delle mappe prese in considerazione concordano nell'assegnare l'area ad ore 5 dell'iride sinistra come proiezione di questi apparati.

La seconda iride presa in considerazione appartiene ad una donna di circa 40 anni affetta da artrite reumatoide e sofferente di coliti ricorrenti da molti anni. Il segno preso in considerazione è singolare o quantomeno poco frequente dato che nell'iride destra nell'area ad ore 11 nel settore pupillare sono presenti piccole macchie puntiformi di colore rosso acceso. Tale area è considerata area riflessa del colon ascendente. La colorazione rosso vivo Indica emorragie nella zona riflessa dell'organo di riferimento ma l'ipotesi che si sta cercando di confermare attraverso indagini mediche è che sia presente una patologia autoimmune del colon concomitante con l'artrite reumatoide. Anche in questo caso l'esame iridologico risulta predittivo o almeno confermativo di uno stato patologico esistente .

giovedì 21 gennaio 2010

I Rimedi Floreali Italiani


I rimedi Floreali Italiani

Ho incontrato i Rimedi Floreali Italiani Flos Animi quasi per caso nello svolgimento del mio lavoro di Naturopata . La Floriterapia non è per me una novità dato che da tanti anni utilizzo i Rimedi Floreali del Dr. Bach per aiutare le persone che si rivolgevano a me per superare situazioni emotive spiacevoli ottenendo buoni risultati. Dopo un primo incontro con l'informatore scientifico e un percorso di preparazione personale ho introdotto questo nuovo strumento terapeutico nella mia pratica. I rimedi floreali Fos Animi appartengono alla categoria dei rimedi energetici in grado di agire sugli stati emozionali di uomini animali e sulla vitalità delle piante. Il principio primo della Floriterapia intesa come percorso terapeutico è che la malattia è il risultato di uno squilibrio emozionale. Questo squilibrio si produce nel campo energetico dell'essere vivente (il corpo etereo) e, se questo persiste, porterà ad ammalarsi anche il corpo fisico. Il rimedio dovrà quindi agire correggendo lo squilibrio emozionale nel campo energetico per potere agire sulle cause e non sugli effetti. E' interessante notare che la scienza moderna e in particolare modo la fisica moderna hanno confermato ampiamente i principi che stanno alla base dell'utilizzo della Floriterapia e della Omeopatia in generale. E' infatti ormai assodato che niente è in quiete e tutto nell'universo vibra esprimendo una propria frequenza elettromagnetica e una propria relazione con tutto ciò che lo circonda. E' probabile che la risonanza di queste forze elettromagnetiche presenti nel nostro microcosmo siano in grado di produrre salute o malattia a seconda della loro qualità e delle loro relazioni e che i rimedi omeopatici ed energetici agiscano da catalizzatori della risonanza nel nostro organismo. L'informazione energetica presente nei rimedi floreali sono informazioni che, entrando in contatto con il sistema bioenergetico dell'essere vivente, trasmettono indicazioni capaci di regolare in modo sottile i flussi vitali. È in tal modo che le informazioni vibrazionali del fiore attivano in noi qualità che sembrano nascere dal nulla, ma che invece ci appartengono. Curarsi, quindi, non deve essere sinonimo di medicina da assumere, ma diventare una indagine su se stessi, che i fiori ci aiutano a svolgere. Come i rimedi della Floriterapia classica anche i rimedi della Floriterapia Italiana possono essere scelti attraverso un colloquio con un terapeuta qualificato che può anche decidere di proporre un questionario per valutare meglio assieme alla persona la qualità dei suoi stati emotivi e il percorso di auto-guarigione da adottare. Nella mia pratica utilizzo ambedue questi mezzi di indagine affiancandoli con il test energetico di risonanza con i rimedi floreali in grado di confermare le scelte operate. il percorso di auto-guarigione così individuato può avere una durata variabile a seconda della gravità del problema da risolvere ma mediamente nel giro di pochi mesi si possono apprezzare i primi risultati. L’obiettivo è quello di armonizzare gli stati emozionali negativi mediante una presa di coscienza delle problematiche emozionali a partire dall’assunzione di questi rimedi. Ognuno di noi quando nasce si porta dietro una sorta di codice genetico dell’anima in cui è scritta la realizzazione di sé come individuo. Quindi quando un individuo segue il proprio sé realizzerà la sua vita. Quindi la salute è ascolto del vero sé che si realizza attraverso la mente e il corpo. Se non si realizza, ciò è dovuto ad interferenze esterne e ad auto-interferenze che ci fanno seguire aspirazioni non nostre e quindi non il vero sé o anima. Si attua così una situazione di conflitto soprattutto tra il vero sé e la mente interferente.

lunedì 4 gennaio 2010


Che cos’è la Celiachia
La celiachia è una malattia del piccolo intestino (intestino Tenue che assorbe gli alimenti) che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti, a seguito dell'ingestione del glutine, una proteina presente nei cereali. Il glutine scatena un processo autoimmunitario che porta al danneggiamento della mucosa intestinale con conseguente malassorbimento delle sostanze nutritive. Il glutine si trova in natura nel frumento (quello che comunemente è chiamato “grano”) ed in altri cereali, come ad esempio farro, orzo, segale, avena, kamut (grano egiziano), spelta, triticale, bulgur (grano cotto), malto, greunkern (grano greco) e seitan (alimento ricavato dal glutine). E' invece assente in riso, mais, grano saraceno, miglio, sesamo e legumi. Il glutine in realtà non è presente nel chicco del cereale o nella farina, ma si forma solo in seguito all’aggiunta di acqua e alla formazione dell’impasto. Eliminare il glutine dalla propria dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute. La dieta priva di glutine è infatti l’unica terapia possibile. Questa terapia non solo permette la scomparsa dei sintomi e delle patologie associate in tempi rapidi (1 – 2 mesi) ma previene lo sviluppo delle possibili complicanze.
Cosa succede ingerendo glutine?
Nel celiaco ingerire glutine attiva in maniera anomala il sistema immunitario che risponde rifiutando il glutine e danneggiando quindi l’intestino. Le pareti dell’intestino (ossia la mucosa) sono formate da miliardi di villi, piccole strutture sottili e allungate che formano tra di loro delle anse. Questa particolare conformazione permette l’assorbimento delle sostanze nutritive. Nei celiaci la reazione della mucosa intestinale appiattisce queste anse e causa quindi malassorbimento. Si dice infatti che i villi si “atrofizzano”, ossia la mucosa si appiattisce e non fa più il suo lavoro di assimilazione dei nutrienti (ferro e altri minerali, vitamine, zuccheri, proteine, grassi, etc).

Consigli dietetici
Ricordate che l’alimentazione senza glutine non è solo un limite o una rinuncia continua, come potrebbe sembrare, ci sono infatti tanti alimenti privi di glutine che da sempre fanno parte dell’alimentazione mediterranea e che possono essere un valido spunto per piatti semplici e particolari per tutti, celiaci e non. Con un po’ di fantasia e creatività ognuno di noi potrà inventare piatti senza glutine buoni e uguali per tutti, come risotti, patate, polenta, legumi.
Come comportarsi
L'esclusione nella dieta del glutine di grano, orzo, segale, farro ecc. condiziona inevitabilmente scelte alimentari ed abitudini quotidiane come fare la spesa o mangiare fuori casa. Queste attenzioni specifiche non devono escludere le regole di base di una alimentazione sana ed i principi della "dieta mediterranea" rappresentata da cereali, legumi, frutta ed ortaggi, pesce, olio di oliva. La densità energetica, il contenuto in fibre vegetali e vitamine, il contenuto e la composizione dei grassi prevalentemente di origine vegetale di questi alimenti hanno un ruolo protettivo verso molte patologie e favoriscono un buon stato di salute generale.
Nell’alimentazione equilibrata dell’adulto il 40% delle calorie della razione dovrebbe provenire dai carboidrati il 30% dai grassi e il restante 30% dalle proteine.
Poiché ogni alimento ha un proprio profilo nutritivo, e’ importante scegliere quantità adeguate (porzioni) di cibi appartenenti ai diversi gruppi di alimenti, alternandoli nei vari pasti della giornata per avere disponibili tutti i principi necessari per l'organismo.
Ogni gruppo di alimenti ha una sua specifica funzione:
Il gruppo cereali e tuberi comprende: riso, mais, grano saraceno, miglio oltre che patate. Questi alimenti costituiscono una importante fonte di carboidrati come amido e quindi di energia facilmente utilizzabile. Il riso e le patate in particolare sono alimenti di facile disponibilità che consentono, al di fuori dell'utilizzo di prodotti dietetici specifici, l'assunzione di una buona quota di energia da carboidrati. I cereali e derivati, apportano buone quantità di vitamine del complesso B nonché di proteine che, pur essendo di scarsa qualità, possono, se unite a quelle dei legumi, dare origine ad una miscela proteica di valore biologico paragonabile a quello delle proteine animali. Scegliere in questo gruppo 2 – 3 porzioni al giorno utilizzando porzioni paragonabili ad un contorno.
Il gruppo costituito da frutta ed ortaggi - comprendente anche legumi freschi - rappresenta una fonte importantissima di fibra, di pro-vitamina A (presente soprattutto in carote, peperoni, pomodori, albicocche, melone, ecc.), di vitamina C (presente soprattutto in agrumi, fragole, kiwi, pomodori, peperoni, ecc.), di altre vitamine e dei più diversi minerali (di cui particolarmente importante il potassio). Da sottolineare anche la rilevante presenza, in questo gruppo, di antiossidanti che svolgono una preziosa azione protettiva. Gli alimenti di questo gruppo, consentono le più ampie possibilità di scelta ed è opportuno che siano sempre presenti in abbondanza sulla tavola, a cominciare eventualmente dalla prima colazione. Scegliere in questo gruppo 3 - 5 porzioni al giorno.
Il gruppo latte e derivati comprende il latte, lo yogurt, i latticini ed i formaggi. La funzione principale di questo gruppo è quella di fornire calcio, in forma altamente biodisponibile, nonché proteine di ottima qualità biologica ed alcune vitamine (soprattutto B2 e A). Nell'ambito di questo gruppo sono da preferire il latte parzialmente scremato, i latticini e i formaggi meno grassi. Scegliere in questo gruppo 1-2 porzioni al giorno.
Il gruppo carne, pesce ed uova ha la funzione principale di fornire oligoelementi (in particolare zinco, rame e ferro altamente biodisponibile, ossia facilmente assorbibile e utilizzabile) e inoltre proteine di ottima qualità biologica, vitamine del complesso B. Nell'ambito del gruppo sono da preferire le carni magre (siano esse bovine, avicole, suine, ecc.) e il pesce. Va invece moderato, per quanto riguarda la quantità, il consumo di prodotti a maggiore tenore in grassi, quali certi tipi di carne e di insaccati. Per le uova, infine, un consumo accettabile per soggetti sani è quello di un uovo 2 - 3 volte alla settimana. In questo gruppo è conveniente - da un punto di vista nutrizionale - includere i legumi secchi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, ecc.), ampliando così la possibilità di scelte e di alternative. Ciò perché i legumi - oltre a rilevanti quantità di amido e di fibra - forniscono quei nutrienti principali che sono caratteristici della carne, del pesce e delle uova, come il ferro, altri oligoelementi e notevoli quantità di proteine di buona qualità biologica. Scegliere in questo gruppo 1 - 2 porzioni al giorno.
Il gruppo dei grassi da condimento comprende tanto i grassi di origine vegetale quanto quelli di origine animale. Il loro consumo dev'essere contenuto, va comunque tenuto presente il loro ruolo nell'esaltare il sapore dei cibi e nell'apportare gli acidi grassi essenziali e le vitamine liposolubili, delle quali favoriscono anche l'assorbimento. Sono da preferire quelli di origine vegetale (in particolare l'olio extravergine d'oliva) piuttosto che quelli di origine animale (come burro, panna, lardo, strutto, ecc.). Scegliere in questo gruppo 1 - 3 porzioni al giorno.
Cereali vietati al celiaco
I seguenti prodotti sono vietati ai celiaci.
BULGUR (BOULGOUR)
È un grano molto cotto in acqua, frantumato dopo essere stato seccato al sole. Molto diffuso in Medio Oriente.
CRACKED GRANO
COUSCOUS
Tradizionale piatto arabo. Semola di grano duro mescolata ad acqua e lavorata a mano fino ad ottenere piccolissime sfere, seccate poi al sole e cotte a vapore.
FARRO
È un tipo di grano molto popolare nell'antica Roma. Attualmente è molto diffuso sia sotto forma di grani (nei minestroni surgelati, miscelato con legumi secchi per le preparazioni di minestroni, ecc...) oppure sotto forma di farina per la preparazione di paste, dolci, ecc... Esistono alcune varietà di Farro, una di queste è Tricum Spelta.
FRIK
È chiamato Grano Verde Egiziano.
KAMUT
Nome antico egiziano per indicare il grano.
GREUNKERN
Oggi viene tradotto come Grano Verde Greco, ma è il grano chiamato Spelta.
SPELTA
Varietà del Farro.
SEITAN
Derivante dalla lavorazione del glutine del frumento; il glutine estratto viene trasformato in Seitan. Da secoli costituisce l'alimento base della cucina orientale.

mercoledì 30 dicembre 2009

La Professione del Naturopata

Sempre più di frequente ci troviamo di fronte a parole che fanno parte della sfera medica e che sono diventate di uso comune nel nostro linguaggio, parole quali allopatia, omeopatia e naturopatia. Ma è forse la naturopatia la disciplina di cui si sa meno. Il primo a parlare di naturopatia fu l’idroterapeuta inglese Benedict Lust, che coniò il termine Nature’s path, il sentiero della natura. Il temine naturopatia significa quindi sentire secondo natura. In effetti, la naturopatia, filosofia, scienza ed arte del vivere, insegna come gestire il “capitale salute” nella quotidianità, come alimentarsi in modo sano cercando di trarre il massimo dalle ricchezze esterne e da quelle insite dentro di noi, spronandoci a prenderci carico e ad essere responsabili di noi stessi, ad ascoltarci. Il naturopata, che non necessariamente deve essere medico, è un igienista per vocazione e si interessa delle problematiche sociologiche e politiche che concernono la salute. Il comportamento del naturopata non è lo stesso del medico e per capire a fondo il suo lavoro bisogna capire i tre concetti base della naturopatia: l’umorismo, il vitalismo e il causalismo. Consideriamo innanzi tutto il concetto di umorismo. Gli umori sono i mezzi di comunicazione fra le cellule, sono liquidi organici: sangue e linfa, intra ed extra cellulari che rappresentano il 75% dell’organismo. La teoria degli umori riconosce il ruolo che tali liquidi organici ricoprono nella genesi della malattia poiché è in tali liquidi che vengono scaricati, in ogni istante della nostra vita, prodotti di scarto che derivano dall’alimentazione, elementi tossici provenienti dalla fermentazione e dalla putrefazione intestinale. Queste tossine sono normalmente eliminate da alcuni organi chiamati emuntori quali pelle, polmoni, reni, fegato e intestino. Secondo la naturopatia la salute dipende dall’equilibrio tra la produzione e l’eliminazione degli scarti e la malattia si instaura là dove la produzione supera l’eliminazione o per iperproduzione degli stessi o per insufficienza emuntoriale. Il sovraccarico degli scarti darà la tossiemia. Una delle tecniche di cui si avvale la naturopatia per ristabilire la salute è la disintossicazione umorale. Consideriamo ora il secondo concetto della naturopatia, il vitalismo, cioè l’energia individuale, quella forza intelligente che gestisce nel migliore dei modi le attività dell’organismo, che ripara, distribuisce, utilizza e mantiene la continuità fisica. La forza vitale dipende dal clima in cui si vive e dalla capacità personale di creare e consumare energia. Viene chiamata chi dai cinesi Ki dai giapponesi, prana dagli indù mentre ipocrite parlava di anima vitale. L’energia vitale è molto forte nei bambini e tende ad esaurirsi con l’avanzare dell’età. Il ruolo del naturopata di fronte alla malattia, è quello di capire, interpretare, seguire e sostenere l’azione della forza vitale nella sua opera di autoguarigione, nonché di situare l’organismo nelle condizioni più favorevoli affinché tale forza si manifesti. Il terzo concetto della naturopatia si esprime attraverso il causalismo , ovvero la ricerca della cause che hanno dato origine alla malattia. Tali cause sono rapportabili alle abitudini di vita di ciascun individuo e il compito del naturopata sarà quello di indagare sul modo di vita alimentare lavorativo, sul sonno, sull’attività fisica, sui rapporti sociali del suo paziente in relazione al suo bagaglio energetico, cercando eventuali sovraccarichi a livello umorale avvalendosi anche di tecniche non invasive come l’iridologia e i test di intolleranza alimentare EAV. In breve, la naturopatia è l’utilizzo di molteplici metodi naturali volti al mantenimento e alla tutela della salute dell’essere vivente posto in relazione con le caratteristiche costituzionali individuali e le influenze ambientali, in equilibrio con le leggi biologiche che ne regolano l’esistenza. I metodi di cui si avvale la naturopatia sono: Iridologia, test delle intolleranze alimentari e test bioenergetici, valutazione del terreno, fito e aromatoterapia, fiori di Bach, oligoterapia e nutrizione ortomolecolare, idroterapia, riflessologia, moxa bustione . il naturopata è un professionista che opera in modo autonomo rispetto alle altre figure professionali sanitarie ma che si pone in un rapporto di dialogo e collaborazione con queste.









Per Naturopatia si intende un insieme di discipline finalizzate alla conservazione e al ripristino dell’equilibrio energetico utilizzando medodiche naturali e non invasive. Il naturopata è quindi un operatore professionista che opera autonomamente rispetto ad altre figure professionali e che si impegna a promuovere la salute individuale e sociale attraverso strumenti olistici e non invasivi. Lo scopo principale della professione del naturopata non è la cura della malattia, ambito che spetta al medico, ma la promozione dell’equilibrio energetico dell’individuo attraverso:



1.lo sviluppo delle potenzialità individuali di prevenzione attraverso l’educazione alla gestione e al rafforzamento delle proprie risorse fisiche, psichiche ed emozionali

2.l’individuazione del terreno costituzionale dell’individuo per mezzo dell’osservazione sistematica delle manifestazioni psico-fisiche, delle predisposizioni agli squilibri bioenergetici, nonché la valutazione dei sintomi relativi agli squilibri che si sono già instaurati

3.il riequilibrio degli eventuali squilibri energetici, attraverso trattamenti non invasivi mirati a stimolare le potenzialità di autoguarigione dell’organismo umano.



Il naturopata è quindi un consulente della salute che mira in primo luogo alla prevenzione primaria. Le discipline olistiche di cui si avvale la naturopatia si rifanno ad una visione dell’uomo, della salute e della malattia che raramente trova punti di contatto con la medicina convenzionale. Iniziando ad utilizzare le discipline naturali olistiche, le persone si trovano ad intraprendere un cammino di trasformazione che coinvolge non solo il corpo e quindi il piano fisico, ma anche la mente e lo spirito. I termini “diagnosi” e “terapia” non sono adatti a questo cammino. Le caratteristiche che accomunano le varie metodiche utilizzate dal naturopata sono le seguenti:





1.agiscono sulla globalità dell’uomo (corpo, mente, spirito) e per questo sono dette olistiche

2.agiscono stimolando il riequilibrio energetico e per questo sono dette energetiche

3.il naturopata utilizza i sintomi manifesti per interpretare lo squilibrio energetico senza sopprimerli

4.per ottenere un efficace recupero della salute, il naturopata coinvolge le persone nel percorso verso la guarigione rendendole consapevoli degli errori commessi e aiutandoli a prendere abitudini di vita più compatibili con lo stato di salute

5.le metodiche diagnostiche utilizzate in naturopatia permettono di evidenziare gli squilibri energetici prima che si manifestino in termini patologici



Tra le metodiche diagnostiche utilizzate dal naturopata si possono ricordare l’Iridologia e l’EAV e l’indagine visuale, mentre tra gli strumenti più spesso utilizzati per ripristinare lo stato di benessere occupano una posizione preminente i fiori di Bach, la fitoterapia, l’organoterapia, l’oligoterapia e la nutrizione ortomolecolare.